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I QUADERNI DELL'ARTE GENNAIO-FEBBRAIO 1996

Una pittura di memoria
di VITO APULEO

La pittura come dimensione di memoria e' la componente primaria che caratterizza l'avventura artistica di Lucia Sanarelli. Una dimensione raggiunta attraverso lo schermo di un fitto velario di fantasia che non nega la realta' oggettiva ma la trasforma. E questo ottiene per via di sintesi formali, per fraseggi grammaticalmente e sintattivamente strutturati che passano dalla rappresentazione del tema alla sua astrazione, disposti ad integrare la scansione cromatica con l'essenza concettuale-narrativa della situazione espressa. Cristalli, voli di gabbiani, spicchi di mare in tempesta, vele che tagliano il vento diventano in tal modo pretesti di un percorso che lievita e si sfigura in una elaborazione complessa e allusiva, portando allo scoperto le tracce di un sentimento di accorato amore per le cose e un segreto senso di inquietudine. Perche' la pittura di Lucia Sanarelli non e' pittura di evasione. Il vigore della pennellata, le calde e intense tonalita', l'armoniosa organizzazione delle forme sulla superficie del supporto, possono anche risultare accattivanti in prima lettura. Anzi, lo sono. Basta pero' che per un attimo ci si concentri sulla materia e sul gesto che concretizza il sistema di intersezioni, per rendersi conto del prorompente sommarsi dei tratti labirintici, delle direzioni sfuggenti, degli impulsi dell'animo che muovono alla radice dell'esperienza compiuta. Nelle sue accelerazioni, Lucia non mette in scena un dramma del sentimento ma il suo ricordo. I segni cioe' di un pericolo che c'e' stato ma che il tempo suggerisce lontano. Quando addirittura non emerge l'eco di una quiete dopo la tempesta che vede l'evento pittorico fruito, esaltato e rilanciato. Da qui i toni forti che si alternano agli azzurri splendenti, ai gialli brillanti, alle ocre dorate, ai bianchi che si impongono come scialbate di luce: quasi schianti improvvisi che sconvolgono il serrarsi ora compatto, ora lacerato della materia. Le estensioni cromatiche evocano allora atmosfere che si impossessano del dato narrativo per trasformarlo, lasciando intuire un mondo interiore ed interno alla tela stessa, protetto gelosamente mentre il soggetto usato come invenzione viene assunto in termini di ritrovamento, di epifania di una forma scandita da precisi ritmi si' da far sfumare ogni rimando che possa offrirsi come occasione disposta al didascalico. Si spiegano cosi' la capacita' comunicativa che emana dalla visione e la prontezza quasi stenografica della sua mano nel fissare a larghe zone il piu' recondito spessore d'ombra o il piu' aggressivo segno di accelerazione. Il tutto con una pienezza multiforme giustificata dal fervore di un sicuro senso lirico. Schermi della memoria, sui suoi dipinti Lucia proietta dunque pulsioni e accensioni, abbandoni e ritrosie, ingenuita' e scaltri stilemi: bagliori di un istante che vedono il ritmo vitale traslato nell'atto stesso del dipingere.