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il diario di
MICOL FONTANA
Tanti modelli che diventano opere d'arte

CERCO sempre nuove idee, nuovi spunti. Il lavoro in un Atelier e' fatto anche di questo. Nuove sensazioni che si traducono in nuove creazioni.
E un po' come per tutti gli "artisti" mi ritrovo ad osservare qualunque evento (ma anche qualunque oggetto) con la curiosita' di scoprire se riesco a guardarci dentro, o meglio, oltre.
Quando ho visto la mostra di Lucia Sanarelli, l'ho fatto con gli occhi dell'amica, prima di tutto, poi con quelli che "uso" abitualmente nel mio lavoro.
Ho guardato anche quei quadri cercando di catturare tutto il possibile. Vi spieghero', un po' alla volta, i passaggi del racconto che oggi ho.voluto annotare in questo mio diario. Prima di tutto l'evento; poi le sensazioni; infine il ricordo, il flash-back che sta accompagnando questi miei appunti del sabato, e non solo per nostalgia. Anzi, niente affatto per nostalgia, solo per ribadire che c'e' sempre una corrispondenza tra passato e recente, un filo che li lega e che permette all'oggi di essere diverso da ieri, ma spesso esattamente come lo abbiamo costruito un tempo. Ma e' ora di tornare a Lucia Sanarelli e a suoi quadri, quelli che questa brava artista ha esposto meno di quindici giorni fa alla Galleria Ca' d'Oro di Piazza di Spagna. Non sarei in grado, nemmeno se ci provassi, di spiegarvi le "creazioni" di Lucia, ma posso dirvi che, davanti a quei quadri le emozioni si fanno forti. Anche se sfugge alla mia percezione tutta la storia che e' dietro quelle immagini, riesco a carpire da quelle decise pennellate qualcosa che va oltre la razionalita' del sentimento. La storia, la teoria, la tecnica di quelle tele me l'ha spiegata Vito Apuleio, in quel suo modo meraviglioso. E' la sua presentazione che, dell'artista, ha fatto il critico, ad avermi fornito tutti gli strumenti necessari per oltrepassare la soglia della sensazione pura, a vedere gli aspetti piu' poetici. Apuleio parla di "voli di gabbiani", io resto quasi inquieta di fronte a quelle tele, mentre il ricordo mi porta nella Roma godereccia degli anni Cinquanta. La fine degli anni '50. E vi porto con me attraverso questo ricordo per spiegarvi il mio, anzi il nostro feeling con la pittura. quanti abiti abbiamo creato noi tre Sorelle, ispirandoci a delle opere di pittura. Quello tra moda e pittura e' stato da sempre un connubio perfetto. Una unione che, in quegli anni, ci diede modo di rendere omaggio all'arte di dipingere; lontana eppure cosi' vicina a quella che "producono" gli Atelier di moda. Nel 1958 riuscimmo a realizzare un'idea che inseguivamo gia' da tanto tempo. Ricordando l'esperienza del "Tevere Blu", dedicato tanto tempo prima alle Fontane di Roma, prendemmo lo spunto ,per organizzare una gara di pittura. L'idea fu messa in pratica con la vivace collaborazione del ristorante Romolo. Vi presero parte i pittori piu' in voga dell'epoca e, alla fine, ogni quadro ebbe per madrina, un' indossatrice. Con quella mostra, finimmo a New York, nel grande salone del Plaza Hotel. Per un mese ci fu un pellegrinaggio di visitatori che restavano a bocca aperta davanti alle Fontane di Roma, dipinte in quei quadri. Lo stupore che si prova di fronte all'arte che trasferisce emozioni. Le stesse che mi fanno applaudire la cara Lucia Sanarelli e che, per mano, mi hanno condotto attraverso questi ricordi.

METROPOLIS 2 Aprile 1994